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<?xml-stylesheet type="text/xsl" href="../assets/xml/rss.xsl" media="all"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"><channel><title>Stefano Marinelli's Blog (Articoli su sistemi operativi)</title><link>https://www.dragas.net/</link><description></description><atom:link href="https://www.dragas.net/categories/sistemi-operativi.xml" rel="self" type="application/rss+xml"></atom:link><language>it</language><lastBuildDate>Mon, 12 Jun 2023 12:46:29 GMT</lastBuildDate><generator>Nikola (getnikola.com)</generator><docs>http://blogs.law.harvard.edu/tech/rss</docs><item><title>iPhone 13 Pro Max e Google Pixel 7: la mia esperienza</title><link>https://www.dragas.net/posts/iphone-13-promax-pixel-7-mia-esperienza/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;p&gt;&lt;img alt="Google Pixel 7 and Apple iPhone 13 Pro Max" src="https://www.dragas.net/images/iphone_pixel.jpeg"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;English version &lt;a href="https://it-notes.dragas.net/2023/06/12/iphone-13-pro-max-and-google-pixel-7-my-experience/"&gt;available here&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Prefazione&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Ho sempre avuto una mente curiosa. La curiosità si è sempre palesata sotto forma di voglia di esplorare, di capire, di comparare. Non esiste, a mio avviso, uno strumento adatto ad ogni scopo e i miei scopi sono talmente tanti da suggerirmi continua esplorazione degli strumenti esistenti.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mio primo cellulare è stato il Motorola “Timmy” (Motorola 6700), nel 1996. Ad esso sono seguiti vari Nokia, Sony-Ericsson, vari dispositivi Symbian. Poi sono arrivati i &lt;a href="https://www.dragas.net/posts/lavventura-blackberry/"&gt;BlackBerry&lt;/a&gt; e, nel 2009, il mio primo dispositivo Android, un &lt;a href="https://www.dragas.net/posts/da-blackberry-bold-ad-android-htc-dream-g1/"&gt;HTC Dream&lt;/a&gt;.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="HTC Dream" src="https://www.dragas.net/wp-content/uploads/2009/11/2-300x248.jpg"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2010 ho iniziato &lt;a href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-iphone/"&gt;ad avvicinarmi al mondo iPhone&lt;/a&gt; e il mio iPhone 4 è stato un eccellente dispositivo, compagno di moltissimi viaggi e moltissime foto. Da quel momento in poi, ho sempre cercato di mantenermi aggiornato su entrambi i fronti (Android/iOS) propendendo per l'uno o per l'altro in base ai periodi e alle necessità. Ho avuto vari device. Nella famiglia dei dispositivi "Google Experience" , gli ultimi due sono stati il Galaxy Nexus e il Nexus 4, acquistati a breve distanza l'uno dall'altro. Il primo, maggior qualità ma fotocamera non all'altezza, il secondo decisamente più apprezzato ma ho avuto presto problemi hardware (tasto di accensione difettoso). Poi mi sono rivolto ad altri produttori (LG G2, &lt;a href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-zuk-z1/"&gt;Zuk Z1&lt;/a&gt;, Samsung Galaxy S7 Edge, Huawei Mate 10 Pro, Xiaomi Mi9T Pro, solo elencando i principali). Ci sono stati anche &lt;a href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-windows-phone/"&gt;alcuni Windows Phone&lt;/a&gt;, tanto per dimostrare che cerco di avere un approccio sia aperto che critico nei confronti di tutte le soluzioni.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Windows Phone" src="http://www.dragas.net/wp-content/uploads/2015/06/Windows-Phone-8-300x169.jpg"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nel 2020, complice la Pandemia, ho acquistato un iPhone 11 Pro, che mi ha riavvicinato al mondo Apple. Efficiente, funzionante, buona autonomia, stabile e veloce, il dispositivo è stato tra le mie mani per circa un anno e mezzo, fino al Settembre 2021. È stato sostituito da un iPhone 13 Pro Max, mio dispositivo principale. Almeno fino a poche settimane fa.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo aver assistito al Google I/O del 10 Maggio scorso, ho capito che Android stava prendendo una direzione ben definita. E mi sono incuriosito, motivo per cui ho ordinato un Google Pixel 7, da affiancare al mio iPhone.  &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;L'iPhone 13 Pro Max (256 GB)&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="iPhone 13 Pro Max photo on Unsplash by Onur Binay" src="https://unsplash.com/photos/epM08OIfGqk/download?ixid=M3wxMjA3fDB8MXxzZWFyY2h8MXx8aXBob25lJTIwMTMlMjBwcm8lMjBtYXh8aXR8MHx8fHwxNjg2NTU0NjM4fDA&amp;amp;force=true&amp;amp;w=640"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Acquistato al "day one", è un dispositivo che si è comportato bene sin da subito. Ottima durata di batteria (per me tra le caratteristiche più importanti), ottime fotografie e filmati (importante come per l'autonomia), ecosistema Apple chiuso ma efficiente. Mi ha servito, fino ad oggi, senza particolari sorprese - a parte qualche bug di iOS non strettamente legato al mio dispositivo. Grande (forse troppo) ma, al contempo, comodo per leggere e per usufruire di contenuti multimediali. Un dispositivo, a mio avviso, decisamente riuscito e ancora oggi, dopo quasi due anni, estremamente valido. Abbinato al suo ecosistema (ho anche un Apple Watch 7), una combinazione vincente.  &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Il Pixel 7&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Pixel 7 &amp;amp; Pixel 7 Pro" src="https://www.afdigitale.it/wp-content/uploads/2022/10/gsmarena_003.jpg"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Lo osservo sin dalla sua uscita in quanto i dispositivi di Google stanno diventando, a mio avviso, i veri competitor dei dispositivi Apple. Esperienza pulita, OS minimalista, funzioni esclusive, hardware progettato in casa. Le recensioni sono mediamente positive, ma chi lo odia sembra odiarlo davvero. Un dispositivo polarizzante, incapace di lasciare indifferenti. Con le sue caratteristiche uniche, ricopre una fascia di mercato specifica. Non l'utente "da centro commerciale" ma quello che vuole essere in prima linea con lo sviluppo di Android e vuole Google come diretto fornitore del software.  &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;La "sfida"&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Pixel 7 Pro and iPhone 13 Pro Max" src="https://www.digitaltrends.com/wp-content/uploads/2022/10/iphone-14-pro-vs-google-pixel-7-pro-camera-2.jpg?fit=720%2C479&amp;amp;p=1"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per molti anni ho portato con me due telefoni. Quando viaggiavo molto all'estero, ne avevo addirittura tre: un "dumb phone" per la sim vocale (hey, erano i tardi '00 e primi '10) e due smartphone, uno con sim italiana e l'altro con sim locale. I dual sim, all'epoca, erano solo dei telefoni mediocri e di pessime prestazioni.&lt;br&gt;
Con l'arrivo del mio primo valido dual sim (&lt;a href="https://www.dragas.net/posts/un-assaggio-di-zuk-z1/"&gt;Zuk Z1&lt;/a&gt;), ho ridotto ad un telefono e la cosa, francamente, mi è molto piaciuta.&lt;br&gt;
E' dunque la prima volta che torno a girare con i due telefoni, uno con sim "vita privata" e l'altro con sim "pubblica" (lavoro, ecc.). Entrambe quotidianamente subissate da molte, troppe chiamate spam, entrambe su stesso gestore, una su sim fisica e l'altra su e-sim.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Zuk Z1" src="http://cdn.gsmarena.com/imgroot/news/15/08/zuk-z1-international/inline/-728/gsmarena_001.jpg"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;I due smartphone: Schermo e Batteria&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Il primo impatto è stato strano. Appena acceso e configurato, il Pixel è diventato un forno. Quasi impossibile tenerlo in mano per il calore. Ammetto di essermi anche preoccupato, ma avevo letto di questa sua tendenza a scaldarsi. Poi si è raffreddato, diventando comunque tiepido di tanto in tanto. Ho poi scoperto esserci &lt;a href="https://9to5google.com/2023/05/15/pixel-6-7-battery-life-issues-may-2023/"&gt;un bug dell'ultimo aggiornamento di Android&lt;/a&gt; che, nel giro di pochi giorni, è stato sistemato. A quel punto, il telefono è mediamente freddo in wifi, mentre può diventare tiepido quando fuori e in 4g.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei primi giorni di utilizzo, la batteria del Pixel 7, pur utilizzandolo normalmente, aveva una durata ridicola. Ho dovuto caricarlo due volte al giorno, con neanche 3 ore di SoT. Avendo inoltre preso un Pixel 7 e non un 7 Pro, ho notato subito la differenza di schermo tra l'iPhone e il Pixel, principalmente sulla dimensione caratteri/schermo e il refresh rate. Poca importanza su quest'ultimo punto (anche se noto dei microlag, ogni tanto, che con l'iPhone mi ero dimenticato), mentre la dimensione caratteri è ancora un punto un po' dolente. Di sera trovo la dimensione di default un pelo piccola (in certe app), ma lo step appena successivo diventa troppo grande per i miei gusti. Manca una dimensione intermedia (ma, essendo Android, sono sicuro ci sia una soluzione).&lt;br&gt;
Nel complesso, lo schermo dell'iPhone 13 Pro Max è superiore, ma andrebbe paragonato al Pixel 7 Pro, non al 7 liscio.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Pixel 7 Pro and iPhone 13 Pro Max display" src="https://m-cdn.phonearena.com/images/reviews/246378-image/BK6A1183.jpg"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo alcuni giorni, la batteria si è trasformata. Caricandolo al 100% e staccandolo al mattino, arrivo a sera col 50% o poco meno. Autonomia inferiore all'iPhone 13 Pro Max, ma decisamente accettabile. E' un po', come dice Galeazzi, dr. Jekyll e Mr. Hyde: l'utilizzo della rete 4g (non ho provato il 5g, non mi serve) lo fa scaldare e genera un forte consumo di batteria. Credo che il suo modem interno non sia molto efficiente e, di conseguenza, tenda a consumare e diventare tiepido più di quanto sarebbe opportuno.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho spento subito l'Always On Display - non mi serve. Avendo ancora l'iPhone e l'Apple Watch con me, non c'era motivo di tenerlo attivo.  &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;I due smartphone: App e Comodità&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Ho installato sul Pixel quasi tutte le App che, di solito, utilizzo con Android e iPhone. Una delle funzionalità (gestite automaticamente dall'app Wireguard di iPhone) è quella di attivare automaticamente una VPN verso un mio server ogni volta che sono su 4g o fuori dalle mie reti wifi. Il server in oggetto &lt;a href="https://it-notes.dragas.net/2023/04/03/make-your-own-vpn-wireguard-ipv6-and-ad-blocking-included/"&gt;mi mette in comunicazione con tutte le VPN di lavoro, private e fa da ad-blocker via dns&lt;/a&gt;. Su iPhone questo può essere gestito in maniera molto semplice, efficiente e affidabile direttamente dall'app ufficiale Wireguard. Su Android, no. Ho provato a creare delle automazioni con Tasker e Automate, ma non sono molto affidabili. Alla fine ho rispolverato l'ottimo VPN Client Pro (a pagamento, ma a mio avviso un ottimo strumento) e configurato il tutto in pochi minuti.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Pixel batte l'iPhone per trasportabilità, ma sono su due diversi segmenti. Per un confronto più diretto avrei dovuto paragonare il Pixel 7 all'iPhone liscio, non al Pro Max. Nel complesso, l'estetica del Pixel mi piace molto e la barra delle fotocamere lo rende diverso dai tanti, troppi smartphone Android tutti uguali.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le app, in media, sono le stesse. A parte alcune eccezioni, sono molto simili. Su Pixel adoro il fatto che le gesture siano universali: uno swipe vuol dire "indietro" su tutte le app. Su iOS, invece, tornare indietro può essere uno swipe, una freccia in alto, una freccia in basso, ecc. Non c'è un gesto universale e questo, in molti casi, diventa poco intuitivo. La qualità di molte app, invece, continua ad essere superiore su iOS. La controparte Android sembra spesso raffazzonata, un po' incoerente, a volte troppo diversa dal layout di base. Reddit, ad esempio, è la sagra del lag. Chiaramente ci sono migliaia di dispositivi Android diversi, con diversi schermi, UI, risoluzioni, ecc. Gli iPhone sono pochi e ben definiti, quindi creare un'app coerente per iOS è molto più semplice che crearla per TUTTI gli Android in circolazione.  &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;I due smartphone: Uso quotidiano e notifiche&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;L'esperienza d'uso è piacevole su entrambi i dispositivi anche se iPhone continua a sembrare più "rifinito", pur più basilare nelle personalizzazioni. Sono una persona che si adatta al proprio dispositivo, spesso ho ancora sfondi, font e impostazioni di default. Non ho mai sentito troppo la necessità di ulteriori personalizzazioni del mio iPhone anche perché, di solito, le scelte fatte da Apple hanno senso e criterio.&lt;br&gt;
Il senso di libertà su Pixel è maggiore, le applicazioni hanno accessi più profondi alle impostazioni e alle funzionaltà del dispositivo e possono modificare (anche radicalmente) quasi tutto. Il supporto dell'intelligenza artificiale sull'uso quotidiano diventa, giorno dopo giorno, più evidente. Impara i dettagli sulla carica, su come le app vengono usate, su altre informazioni in merito a come usiamo il nostro smartphone, ecc.&lt;br&gt;
Ad esempio, trovavo la luminosità troppo bassa al buio, troppo alta con luce normale. E' bastata una "correzione" un paio di volte e non ho più dovuto toccare nulla, il Pixel ha imparato a darmi la giusta luce per i miei occhi.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Le notifiche su iPhone sono fulminee e non consumano molta batteria, in quanto vengono "spedite" da Apple e mostrate direttamente, senza particolari interventi locali. Questo crea un effetto sia positivo (consumo energetico inferiore) che negativo (minore funzionalità e libertà di gestione delle stesse da parte dell'app).  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su Pixel, invece, le notifiche vengono "spedite" da Google ma c'è maggiore possibilità di intervento da parte della relativa applicazione, dunque è importante che essa sia ben programmata e ottimizzata. Se essa dovesse avere dei problemi di prestazioni o consumo, l'arrivo di una notifica potrebbe innescare una serie di operazioni in background, impossibili (o quasi) su iOS.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="iPhone vs Pixel notifications" src="https://www.digitaltrends.com/wp-content/uploads/2023/02/ios-android-notifications.jpg?fit=720,540&amp;amp;p=1"&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sulle notifiche, non c'è paragone. Oltre al fatto che sul Pixel ci siano maggiori opzioni legati alle stesse, posso addirittura selezionare alcune conversazioni delle singole app di messaggistica che debbano/possano bypassare le modalità "non disturbare". Su iPhone, ho impostato che Telegram possa suonare anche di notte, anche in modalità sonno, ma TUTTE le conversazioni potranno farlo. Sul Pixel, posso impostare singole conversazioni, dunque ho impostato solo i canali da cui mi arrivano le notifiche di "Server Down" e il problema è risolto.  &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;I due smartphone: l'ecosistema e gli smartwatch&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Abituato all'ecosistema Apple, mi sono subito reso conto di quanto fossi ormai abituato ad un utilizzo integrato. Airdrop e la universal clipboard mi sono mancate sin da subito. Ho parzialmente risolto con Airdroid e Kde Connect, anche se non sono proprio la stessa cosa.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Da anni utilizzo anche un Apple Watch. Prima un 5 da 41mm, poi un 7 da 45. Funzionano bene, mi sono abituato e fatico a stare senza. Apple Pay per pagare, le notifiche, la sincronizzazione dei modi d'uso tra iPhone e Watch. Apple Health ha mandato alert quando ha avuto la sensazione che dormissi poco e che le mie pulsazioni notturne fossero troppo alte (anticipando alcuni problemi di salute già in corso, che in quel momento ignoravo) proprio grazie ai sensori sempre attivi sul Watch.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="iPhone and Apple watch - photo by Brian Heater" src="https://techcrunch.com/wp-content/uploads/2021/10/CMC_0363.jpg?w=1390&amp;amp;crop=1"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il Pixel Watch non mi convince, scarsa autonomia e sensazione di prodotto acerbo. Maturerà con le prossime versioni, ma per ora non sono convinto che sia adatto al mio utilizzo.&lt;br&gt;
Ho trovato, a 129 euro, un Galaxy Watch 4 da 40mm e l'ho preso al volo, proprio per provare l'esperienza ad esso legata.&lt;br&gt;
&lt;img alt="Samsung Galaxy Watch 4" src="https://images.samsung.com/it/galaxy-watch4/feature/galaxy-watch4-green-design-your-own-mo.jpg"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A quel punto, ho deciso di mettere anche la seconda sim sul Pixel e lasciare per qualche giorno a casa sia iPhone che Apple Watch. Tutto bene per il telefono, ma per il Watch...il divario è evidente. Oltre al fatto che il pieno potenziale del Galaxy Watch viene espresso solo avendo un dispositivo Samsung, l'autonomia e alcune funzionalità sono decisamente inferiori. Il volume è basso, la vibrazione un po' incerta e, problema principale, l'autonomia è ridicola. Basta un'attività all'aperto di due ore per prosciugare la batteria. Inadatto dunque al mio utilizzo, lo tengo come "muletto" in quanto effettua comunque buoni tracciamenti sportivi e del sonno. Però in mancanza di sincronizzazione di sveglie e modi d'uso, fatico a poterlo considerare un dispositivo che rimpiazzi l'Apple Watch.  &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;I due smartphone: una settimana senza iPhone e considerazioni sulla fotocamera&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;La batteria si è comportata abbasta bene. Non ai livelli dell'iPhone 13 Pro Max, ma sufficiente per arrivare agevolmente a fine giornata. Non sono sicuro, però, che possa reggere una giornata davvero stress. Con l'iPhone 13 Pro Max, ho dimenticato il concetto di Powerbank. Col Pixel non sono sicuro sia saggio affrontare giornate critiche senza portare una riserva, ma nella media va abbastanza bene.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;La fotocamera, tanto osannata, inizialmente non mi convinceva. La sensazione era che le immagini fossero troppo scure, spesso troppo contrastate e dure. In realtà, col tempo ed esperienza, ho capito che le foto sono eccelse. Sono naturali, a differenza di quelle dell'iPhone che sono belle subito ma meno ricche di dettagli. Escludendo gli strumenti "Pixel only" come gomma magica e similari, anche solo le regolazioni possibili dall'app Foto del Pixel consentono di personalizzare l'immagine e renderla davvero interessante. Non ho ancora provato i video, credo comunque l'iPhone resti superiore.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="iPhone vs Pixel camera performance" src="https://m-cdn.phonearena.com/images/article/140782-wide-two_1200/iPhone-14s-camera-might-lose-to-Pixel-7-in-photo-quality-shows-wonky-iPhone-13-camera-performance.webp?1655384370"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Sono sparite le chiamate di spam. Il sistema di filtraggio di Google è estremamente efficiente e da 10/15 disturbatori al giorno, sono arrivato a non riceverne per nulla. Un sollievo, senza ombra di dubbio. Spero vivamente che anche Apple intervenga in tal senso.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dopo alcuni giorni di limitazioni principalmente legate al Galaxy Watch 4, ho deciso di rimettere una delle due Sim (la e-sim) sull'iPhone, principalmente per poter indossare di nuovo l'Apple Watch. E tutto è tornato come prima. Compreso, purtroppo, lo spam.  &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;I due smartphone: "Suddenly..."&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;...mi sono reso conto che, pur avendo entrambi i dispositivi a disposizione, cercavo comunque sempre il Pixel. Sono rimasto sorpreso io per primo. Senza dubbio per la maneggevolezza, ma anche per il maggior senso di "libertà" e personalizzazione. Il vero multitasking, utile quando devo fare qualche operazione su server e non voglio che la sessione ssh vada in timeout mentre tiro fuori le password da Bitwarden, così come la possibilità di utilizzare app come quella ufficiale per Proxmox (e non dovermi collegare necessariamente all'interfaccia web mobile di Proxmox, decisamente limitata), e tanto altro.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Proxmox official app on Android" src="https://pve.proxmox.com/mediawiki/images/thumb/7/7e/Proxmox_VE_Android_App_-_VM_View.png/200px-Proxmox_VE_Android_App_-_VM_View.png"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Su Android, poi, apprezzo il multiutente. Ho sempre avuto un utente test, in cui faccio test e prove di ogni genere, da poter eventualmente cancellare e ricreare. Gli iDevice, invece, nascono per un uso personale.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ultimamente utilizzavo, su tutti i device Apple, il comodo Safari. Ho sempre però avuto problemi con la sincronizzazione delle schede (forte ritardo nella migliore delle ipotesi, giorni o settimane di blocco in altri casi) mentre su Firefox ho sempre apprezzato la possibilità di inviare una scheda ad un dispositivo.&lt;br&gt;
Sul Pixel, ho impostato Firefox come browser predefinito e lo uso davvero, non come su iPhone (ovvero un Firefox con webkit sotto). Adoro la possibilità di inviare una scheda ad un altro device, cosa che faccio spesso da Pixel a Mac quando vedo qualcosa che voglio leggere con calma su computer, quando andrò al computer stesso. Su Safari utilizzo l'Elenco lettura, ma non è proprio la stessa cosa.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Send tab to device on Firefox" src="https://assets-prod.sumo.prod.webservices.mozgcp.net/media/uploads/gallery/images/2019-05-10-14-13-06-973c7c.png"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;I due smartphone: Conclusioni&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;iOS e Android sono maturati molto, negli ultimi anni. Ad ogni nuova release, l'uno aggiunge funzionalità che l'altro ha già da tempo e viceversa. Non posso dire, dunque, di ritenere l'uno superiore all'altro. Entrambi hanno i propri pro e contro.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;iOS presenta un'esperienza pulita, consistente col proprio ecosistema ed estremamente integrata. Le operazioni e modalità possibili sono limitate ma sufficienti e chiare per buona parte dell'utenza. Le ultime release hanno mostrato bug abbastanza importanti e una durata batteria ridotta su molti dispositivi. L'ecosistema è ben fatto, ma uscirne può diventare problematico. Non tutto può essere esportato e una volta dentro diventa difficile uscire. E' questa la ragione per cui le mie foto, oltre che sull'iCloud, sono anche (e principalmente) sul mio Nextcloud privato. Calendari e contatti sono legati alla mia casella di posta (anche se l'iPhone memorizza, in automatico, tutto nella sua rubrica contatti - cosa che non sono ancora riuscito a modificare). Una volta dentro sei dentro e non ci sono le app Apple per Android.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Android su Pixel, essendo la piattaforma di riferimento di Google, offre anch'esso un'esperienza pulita, con caratteristiche univoche e punti di forza non indifferenti come libertà, personalizzazione e un generale senso di apertura. Pur essendo un dispositivo di fascia media, l'esperienza d'uso è decisamente di alto livello e le prestazioni sono notevoli. Non per i benchmark, sia chiaro, ma lasciano il tempo che trovano. Così come per i bug - presenti su Pixel. La sensazione, a volte, è di essere perennemente in "beta".&lt;br&gt;
Le app di Google sono disponibili sia su Android che su iOS (anzi, spesso sono fatte meglio su iOS, il che può sembrare paradossale ma, pensandoci bene, non lo è) e consentono un facile passaggio da una piattaforma all'altra. Le funzionalità tipiche dei Pixel e la libertà d'uso che Android fornisce rendono il Pixel 7 un dispositivo davvero interessante, accendendo ancora di più la mia curiosità verso il Pixel 8, magari stavolta Pro.  &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Dovessi acquistare un nuovo dispositivo oggi, quale dei due acquisterei? Sarei molto incerto, probabilmente propenderei per un Pixel 7 (Pro), a cui però dovrei poi abbinare un adeguato smartwatch che, ad oggi, non ho ancora identificato. Non che l'iPhone sia inferiore - non lo è, sotto molti aspetti - ma la libertà d'uso del Pixel mi ha restituito una boccata d'aria, persa in questi anni. Probabilmente continuerò ad utilizzarli entrambi, o insieme o alternandoli, in attesa di vedere le novità che usciranno a fine anno.&lt;/p&gt;</description><category>android</category><category>Cellulari</category><category>digital life</category><category>elettronica</category><category>firefox</category><category>ios</category><category>iphone</category><category>lumia</category><category>os</category><category>pixel</category><category>sistemi operativi</category><category>sistemi operativi mobili</category><category>smartphone</category><category>tecnologia</category><category>tecnologici</category><category>vpn</category><category>windows phone</category><guid>https://www.dragas.net/posts/iphone-13-promax-pixel-7-mia-esperienza/</guid><pubDate>Mon, 12 Jun 2023 07:41:00 GMT</pubDate></item><item><title>L'anno di Linux/FreeBSD/OpenBSD/NetBSD su desktop non arriverà mai. Ma siamo andati ancora meglio.</title><link>https://www.dragas.net/posts/l-anno-di-linux-freebsd-su-desktop/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;p&gt;&lt;img alt="Photo by Tyler Lastovich on Unsplash" src="https://unsplash.com/photos/e31ANd1PXUw/download?ixid=MnwxMjA3fDB8MXxzZWFyY2h8OHx8aXBob25lfGl0fDB8fHx8MTY4MTkwNzkzNg&amp;amp;force=true&amp;amp;w=640"&gt;
&lt;em&gt;Photo by Tyler Lastovich on Unsplash&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;English version &lt;a href="https://my-notes.dragas.net/posts/2023/the-year-of-linux-freebsd-on-desktops-may-never-come/"&gt;available here&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://www.reddit.com/r/linux/comments/3038d4/when_was_the_first_year_of_the_linux_desktop/"&gt;Da oltre 20 anni&lt;/a&gt;, ciclicamente, ci si pone la solita domanda: “Il prossimo anno potrebbe essere l’anno di Linux su desktop?”. O, allo stesso modo: “Il prossimo anno potrebbe essere l’anno di FreeBSD/OpenBSD/NetBSD su desktop”? Nonostante la ripetizione di queste domande, la risposta rimane invariata: &lt;em&gt;no&lt;/em&gt;, non credo che il prossimo anno (dove "prossimo" potrebbe benissimo essere inserito in un “while true;”) sarà l’anno di Linux/FreeBSD/OpenBSD/NetBSD/ecc. su desktop. Tuttavia, abbiamo conquistato il mondo lo stesso, anche se in modi diversi.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;I sistemi operativi sono diversi, la domanda è la stessa, e il risultato è il medesimo. Per comprendere meglio il motivo per cui questi sistemi operativi non hanno dominato il mercato desktop, è utile esaminare l'evoluzione del settore tecnologico negli ultimi decenni. Mentre il mercato desktop è sempre stato dominato da giganti come Microsoft ed Apple, Linux e FreeBSD hanno trovato il loro successo in altri dispositivi e piattaforme.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Chiunque abbia un telefono Android ha, di fatto, Linux tra le proprie mani. Android è basato sul kernel Linux e, grazie alla sua enorme popolarità, ha portato Linux nelle tasche di miliardi di persone in tutto il mondo. Allo stesso modo, chiunque abbia un dispositivo Apple, come un iPhone o un Mac, ha un " pezzo di cuore" BSD all'interno, poiché macOS e iOS sono basati sul kernel XNU, che a sua volta ha al suo interno parti derivanti da BSD. Anche la Playstation di Sony ha una base di FreeBSD, e Windows stesso, con il Windows Subsystem for Linux (WSL), ha (in parte, in un certo modo) abbracciato il mondo legato a Linux, consentendo un facile utilizzo su tutti i PC.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il mercato spinge su ciò che viene richiesto e, di fatto, non c'è mai stata una vera e propria richiesta da parte di qualche "big player" di Linux/FreeBSD/ecc. "puri" su desktop. Il mercato desktop, come quello mobile, è ad appannaggio di alcuni grossi calibri (come Microsoft ed Apple) e l'utente medio non è sufficientemente competente (e, in futuro, lo sarà sempre meno) da comprendere appieno il vantaggio di utilizzare un sistema libero, espandibile, non vincolato da una obsolescenza programmata studiata a tavolino.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Inoltre, l'adozione di Linux/FreeBSD/OpenBSD/NetBSD su desktop è ostacolata dalla mancanza di supporto da parte dei produttori di hardware e software. Molte applicazioni e giochi popolari sono sviluppati esclusivamente per Windows e macOS, rendendo più difficile per gli utenti passare a Linux o FreeBSD. Tuttavia, negli ultimi anni, la situazione sta migliorando grazie all'introduzione di strumenti portabili, che consente di eseguire giochi Windows su Linux, e l'aumento del supporto per le applicazioni open source.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Anche se il mercato desktop potrebbe non essere mai dominato da Linux o FreeBSD, la loro presenza in altri settori offre agli utenti la libertà e la flessibilità che questi sistemi operativi promettono.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;L'anno di Linux/FreeBSD/OpenBSD/NetBSD su desktop potrebbe non arrivare mai, ma la loro diffusione e il loro impatto sul panorama tecnologico sono innegabili. Questi sistemi operativi continueranno a giocare un ruolo cruciale nell'evoluzione della tecnologia, fornendo soluzioni innovative e flessibili che si adattano alle esigenze degli utenti e delle aziende in continua evoluzione.&lt;/p&gt;</description><category>informatica</category><category>Informatica Generale</category><category>riflessioni</category><category>sistemi operativi</category><guid>https://www.dragas.net/posts/l-anno-di-linux-freebsd-su-desktop/</guid><pubDate>Sat, 20 May 2023 06:30:53 GMT</pubDate></item><item><title>I Tuttologi Informatici</title><link>https://www.dragas.net/posts/i-tuttologi-informatici/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;p&gt;In tutte le materie ci sono i tuttologi. Quelli che credono di sapere tutto, quelli che credono di capire tutto. Così come non esiste il medico specializzato in tutti i singoli organi, non può esistere l'informatico specializzato in tutte le sfaccettature della materia.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Questo è solo un piccolo sfogo dopo l'ennesimo soggettino di poco conto, con poca istruzione, tanta boria, tanti &lt;em&gt;corsi-di-formazione-pagati-alle-aziende-che-producono-il-software-che-poi-dovranno-vendere&lt;/em&gt; che si crede onnisciente e pensa di poter giudicare anche ciò che non conosce.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Per fortuna, quasi sempre i fatti parlano da soli e il tempo livellerà le situazioni.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Fine dello sfogo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;P.S.: primo post scritto in reStructuredText ed è in formato MicroBlog, che aumenta le dimensioni per dare enfasi ai testi brevi. Sì, avete capito. Una sorta di prova :-)&lt;/p&gt;</description><category>informatica</category><category>linux</category><category>os</category><category>sistemi operativi</category><category>windows</category><guid>https://www.dragas.net/posts/i-tuttologi-informatici/</guid><pubDate>Thu, 03 Dec 2015 10:19:23 GMT</pubDate></item><item><title>Lo Swap e la Memoria Virtuale</title><link>https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;h3&gt;Introduzione&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Si sentono sempre, in giro, tantissime diverse opinioni sull'utilizzo dello Swap. Ci sono quelli della filosofia (arcaica) che &lt;em&gt;"deve essere il doppio della RAM"&lt;/em&gt;, quelli che dicono che &lt;em&gt;"oggi non serve più, abbiamo RAM più che sufficiente"&lt;/em&gt;, poi ci sono quelli che dicono che il sistema &lt;em&gt;"senza Swap è più veloce"&lt;/em&gt; e quelli che dicono che è più lento.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ma nel 2015, con la RAM a basso costo, vale ancora la pena &lt;em&gt;investire&lt;/em&gt; dello spazio su disco da dedicare allo Swap?&lt;/strong&gt; La risposta rapida è: &lt;strong&gt;Sì, ne vale la pena&lt;/strong&gt;. Ma andiamo ad analizzare la situazione.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;La Memoria Virtuale&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;&lt;img alt="Swap" src="https://www.dragas.net/images/swap.jpg"&gt; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Ho avuto l'onore, durante i miei studi Universitari, di seguire due corsi (e sostenerne i relativi esami) col prof. &lt;a href="https://it.wikipedia.org/wiki/%C3%96zalp_Babao%C4%9Flu"&gt;Ozalp Babaoglu&lt;/a&gt;, colui che ha introdotto e sviluppato la Memoria Virtuale (e molto altro, tra cui il TCP/IP) in Unix. Sì, l'&lt;em&gt;originale&lt;/em&gt; Unix! L'argomento, dunque, mi è sempre stato molto a cuore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Tutti i dispositivi informatici hanno una RAM, ovvero una memoria ad accesso rapido su cui vengono &lt;em&gt;appoggiati&lt;/em&gt; i dati in uso. Essa è veloce, decisamente più di qualunque disco fisso (anche delle moderne SSD), ed è una delle principali componenti che determinano la velocità operativa di una macchina, sia essa un server, un computer "tradizionale" che uno SmartPhone, Tablet, ecc.&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;La Memoria Virtuale è la somma della RAM e dello spazio che definiamo come Swap, ovvero uno &lt;em&gt;spazio&lt;/em&gt; su un dispositivo di memorizzazione più lento che viene utilizzato quando il sistema ha bisogno di (o decide che sia meglio) liberare un certo quantitativo di memoria ad accesso rapido (RAM, appunto).&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Il Sistema Operativo, in pratica, decide cosa sia meglio tenere pronto all'uso e cosa possa &lt;em&gt;parcheggiare&lt;/em&gt; in un luogo meno conveniente, ma ugualmente accessibile. La Memoria totale vista da esso è, dunque, la somma tra RAM e Swap. Oltre questo quantitativo non si può andare, e se si dovesse superare la soglia di tolleranza il sistema inizierebbe a mandare degli OOM&lt;sup id="fnref:1"&gt;&lt;a class="footnote-ref" href="https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/#fn:1"&gt;1&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt; e gestire la situazione. Come verrà gestita è completamente dipendente dal sistema operativo in uso&lt;sup id="fnref:2"&gt;&lt;a class="footnote-ref" href="https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/#fn:2"&gt;2&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Lo Swap&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Ogni Sistema Operativo ha una gestione diversa del concetto di Swap, ma il succo è sempre il solito:&lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;&lt;em&gt;Swap&lt;/em&gt; è uno spazio su un dispositivo più lento che viene utilizzato come &lt;em&gt;estensione&lt;/em&gt; della memoria RAM&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Storicamente, Windows ha gestito lo Swap come un file presente nel file system principale. Di dimensione dinamica (cresce al crescere delle esigenze), viene principalmente utilizzato quando la RAM della macchina comincia ad essere piena.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Nei sistemi Unix-Like (quindi anche i *BSD e GNU/Linux), lo Swap è stato generalmente collocato in una partizione dedicata e ottimizzata allo scopo. Il principio è semplice: i file system devono occuparsi di gestire file (quindi permessi d'accesso, orari di creazione e modifica, redistribuzione dei vari pezzi dei file stessi nelle varie porzioni di disco, problemi di frammentazione&lt;sup id="fnref:3"&gt;&lt;a class="footnote-ref" href="https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/#fn:3"&gt;3&lt;/a&gt;&lt;/sup&gt;, ecc), aggiungendo quindi uno strato alla mera lettura/scrittura fisica sul dispositivo. La partizione di Swap è dunque dedicata solo allo Swap, e il sistema operativo può usufruirne senza dover fare tutti quei controlli e senza andare ad appesantire un file system più complesso. È comunque possibile, anche su GNU/Linux e i vari *BSD, utilizzare un &lt;em&gt;file di swap&lt;/em&gt;, e può essere una soluzione comoda sia per necessità (es: bisogno di aggiungere dello Swap &lt;em&gt;successivamente&lt;/em&gt; all'installazione, oppure incrementarlo solo per periodi limitati) che per malleabilità. Ci sono infatti degli interessanti programmi che gestiscono &lt;em&gt;dinamicamente&lt;/em&gt; gli &lt;em&gt;swap-file&lt;/em&gt;, facendoli crescere o cancellandoli in base alle reali necessità della macchina. &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A volte mi sento dire: &lt;/p&gt;
&lt;blockquote&gt;
&lt;p&gt;"Ma io ho tanta RAM, molta più di quanta me ne serva. Perché dovrei comunque creare uno spazio di Swap?"&lt;/p&gt;
&lt;/blockquote&gt;
&lt;p&gt;Ci sono (almeno) due ragioni distinte:&lt;/p&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;I Sistemi Operativi come GNU/Linux hanno una gestione molto intelligente della RAM. Sapendo che è un bene prezioso, cercano di sfruttarla al massimo. Tutto lo spazio libero, quindi, cercheranno di utilizzarlo per fare &lt;em&gt;cache&lt;/em&gt; delle letture e scritture sui dischi. Terrà dunque in memoria tutto ciò che ha letto fino a quando questa memoria non sia piena o necessaria per altri utilizzi più importanti. Linux, ad esempio, tende ad utilizzare &lt;strong&gt;TUTTA&lt;/strong&gt; la RAM a disposizione, partendo dal principio che sarebbe sprecato tenerla ferma a non far nulla. In questi casi, lo Swap è utile in quanto dopo un certo tempo il Kernel si accorge che certe applicazioni (es: init, alcuni daemon come cron che potrebbero non avere nulla da fare, ciò che riguarda il boot e lo shutdown, ecc.) non vengono utilizzate da un bel po' ma stanno stagionando nella nostra preziosa RAM. Pur non avendone stretta necessità, deciderà di spostare ciò che è relativo a queste applicazioni nello Swap, così da avere più RAM libera sia per la cache dei dischi che per eventuali picchi di carico. L'aggressività di questo comportamento è configurabile mediante l'impostazione della &lt;em&gt;swappiness&lt;/em&gt;. Per fare un esempio pratico, se abbiamo il tavolo vuoto e torniamo con i sacchetti della spesa, conviene lasciarla a lungo sul tavolo o mettere a posto le cose negli stipetti e avere il tavolo libero per qualunque utilizzo successivo?&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li&gt;
&lt;p&gt;Quasi tutte le distribuzioni di GNU/Linux utilizzano lo Swap come spazio di memorizzazione dati in caso di ibernazione. Il contenuto della RAM viene dunque "congelato" e copiato nello Swap, pronto ad essere ricaricato e rimesso al proprio posto al boot successivo. In questo caso, è necessario che lo Swap sia almeno grande quanto il contenuto (escluse le cache, ovviamente) della RAM stessa.&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;p&gt;Insomma, in molti casi possiamo lavorare anche senza Swap ma la sua presenza migliora l'efficienza di gestione delle nostre risorse. &lt;/p&gt;
&lt;h3&gt;Quanto deve essere grande la mia partizione di Swap?&lt;/h3&gt;
&lt;p&gt;Non esiste una risposta universale. &lt;em&gt;Dipende&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Un tempo si diceva che dovesse essere il doppio della RAM, ma erano i tempi in cui misuravamo la memoria in Megabyte, non in Gigabyte. Oggi sarebbe, a mio avviso, quasi sempre uno spreco di risorse. Se avete bisogno di ibernare il PC, consiglio di dare una dimensione leggermente maggiore del quantitativo della vostra memoria RAM. In caso di sistemi che non hanno questa necessità (es: server), suggerisco di valutare caso per caso, ma dare sempre almeno un paio di GB. In caso di picchi o di necessità mutate e di impossibilità a modificare le partizioni, c'è sempre la già citata possibilità di utilizzare uno swap-file (fisso o dinamicamente allocato).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;C'è sempre poi da ricordare che nello Swap vengono memorizzate porzioni di memoria RAM, dunque è possibile analizzare lo spazio anche dopo lo spegnimento del computer e trovarvi password, dati personali, ecc. Per i più attenti c'è sempre la possibilità di crittare lo Swap, sia con chiave fissa (richiesta ad ogni boot) che con chiave dinamicamente generata ad ogni avvio, che appunto si invalida allo spegnimento della macchina.&lt;/p&gt;
&lt;div class="footnote"&gt;
&lt;hr&gt;
&lt;ol&gt;
&lt;li id="fn:1"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Out_of_memory"&gt;OOM&lt;/a&gt; sta per &lt;em&gt;Out Of Memory&lt;/em&gt;, ossia "ho finito la memoria a disposizione". &lt;a class="footnote-backref" href="https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/#fnref:1" title="Jump back to footnote 1 in the text"&gt;↩&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li id="fn:2"&gt;
&lt;p&gt;Linux, così come FreeBSD, ha un &lt;em&gt;OOM killer&lt;/em&gt; intelligente e ragionevolmente efficiente. Esso cerca i processi più onerosi e tenta di capire se sono fondamentali per l'esecuzione del sistema. Di solito, nella mia esperienza, gli OOM killer uccidono Apache e MySQL, che reggono bene e "ripartono" alleggeriti. Windows, invece, non ha un OOM Killer e il sistema diventa instabile fino a crashare completamente. Consiglio &lt;a href="http://www.reenigne.org/blog/the-fundamental-differences-between-windows-and-linux/"&gt;questa interessante lettura&lt;/a&gt; &lt;a class="footnote-backref" href="https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/#fnref:2" title="Jump back to footnote 2 in the text"&gt;↩&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;li id="fn:3"&gt;
&lt;p&gt;Per quanto molta gente sia convinta del contrario, anche i file system supportati nativamente da Linux (e *BSD) soffrono di frammentazione. La differenza rispetto a Windows è che essi ne &lt;em&gt;soffrono meno&lt;/em&gt;, ma non ne sono immuni. L'utilizzo di SSD annulla quasi completamente il problema. &lt;a class="footnote-backref" href="https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/#fnref:3" title="Jump back to footnote 3 in the text"&gt;↩&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/li&gt;
&lt;/ol&gt;
&lt;/div&gt;</description><category>bsd</category><category>crittografia</category><category>file system</category><category>linux</category><category>macos</category><category>memoria virtuale</category><category>ram</category><category>sistemi operativi</category><category>swap</category><category>unix</category><category>windows</category><guid>https://www.dragas.net/posts/lo-swap-e-la-memoria-virtuale/</guid><pubDate>Sat, 19 Sep 2015 10:00:00 GMT</pubDate></item><item><title>La mia esperienza (positiva) con BTRFS</title><link>https://www.dragas.net/posts/la-mia-esperienza-con-btrfs/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img class="alignleft size-medium wp-image-462" src="https://www.dragas.net/wp-content/uploads/2014/02/not-btrfs-300x128.png" alt="BTRFS" width="300" height="128"&gt;Dopo avere usato ZFS per molto tempo e aver capito che senza l'hardware adeguato i difetti superano i pregi, ho deciso di guardarmi intorno. Leggo di &lt;a title="BTRFS" href="https://btrfs.wiki.kernel.org/index.php/Main_Page" target="_blank"&gt;BTRFS&lt;/a&gt; da anni, ormai. L'unica cosa che tutti dicono è che "&lt;em&gt;non è ancora pronto per essere considerato stabile, ma è strabiliante&lt;/em&gt;". Ho dunque provato a formattare la memoria USB di uno dei miei Raspberry PI in BTRFS, decidendo di lasciar perdere a causa della lentezza.
&lt;p&gt;Il mio server Atom casalingo (4GB di Ram, 3 dischi da 1 TB, di cui uno che funge da Time Capsule, ecc.), invece, potrebbe essere un ottimo banco di prova.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il server ha questa struttura:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;

    &lt;li&gt;sistema operativo: Ubuntu 12.04 server, installato su una memoria USB da 4 GB, con alcune modifiche per girare in sola lettura (onde evitare riempimento o usura della memoria USB stessa)&lt;/li&gt;

    &lt;li&gt;Script vari di controllo dischi (ereditati dall'epoca in cui usavo l'Alix o il Dockstar): controllando la presenza dei dischi rotanti o del disco esterno, lanciano degli script su di essi per abilitare i servizi necessari o lanciare &lt;a href="https://linuxcontainers.org/" target="_blank"&gt;container&lt;/a&gt;)&lt;/li&gt;

    &lt;li&gt;Se e' presente il disco USB3 da 1 TB, lancia il netatalk e si annuncia sulla rete onde fingersi una veloce e comoda Time Machine, che permette ai miei Mac di effettuare backup criptati e automatici (&lt;a href="http://support.apple.com/it-it/HT5394" target="_blank"&gt;Powernap&lt;/a&gt;, grande cosa...lo vorrei anche su macchine GNU/Linux!)&lt;/li&gt;

    &lt;li&gt;Se sono presenti i due dischi replicati, lancia i vari servizi di condivisione e alcuni container lxc. &lt;strong&gt;Attraverso &lt;a href="https://linuxcontainers.org/" target="_blank"&gt;lxc&lt;/a&gt; ho separato quasi tutti i servizi&lt;/strong&gt;, dal Munin che crea grafici sulla temperatura della casa (uno dei prossimi articoli sarà proprio su come ho creato un efficiente sistema di controllo climatico della casa attraverso un Raspberry PI), un Nagios che tiene d'occhio tutte le apparecchiature (alcune di quelle connesse via &lt;a href="http://www.tp-link.it/products/?categoryid=206" target="_blank"&gt;Powerline&lt;/a&gt; tendono a "sparire", ogni tanto. Indagini in corso...) e ad attivare e disattivare servizi ed elettrodomestici sulla base della mia presenza o meno in casa, nonché un container &lt;a href="http://www.zoneminder.com/" target="_blank"&gt;ZoneMinder&lt;/a&gt; per la videosorveglianza di casa, ingresso e dei garage, un container per il server &lt;a href="https://plex.tv/" target="_blank"&gt;Plex&lt;/a&gt; e la gestione dei miei file multimediali...e così via&lt;/li&gt;

&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Circa un anno fa, quindi, ho deciso di convertire i vari dischi a BTRFS, grazie anche alla semplice procedura &lt;a href="https://btrfs.wiki.kernel.org/index.php/Conversion_from_Ext3" target="_blank"&gt;ext4-to-btrfs&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Il risultato? &lt;strong&gt;Eccellente&lt;/strong&gt;, sotto tanti punti di vista. Il file system è stabile, la compressione ha migliorato (e non di poco) la velocità di lettura e la &lt;a href="https://btrfs.wiki.kernel.org/index.php/Deduplication" target="_blank"&gt;deduplicazione&lt;/a&gt; ha permesso un recupero di parecchi GB di spazio, specialmente considerando che ogni notte effettuo backup di vari server esterni con molti file comuni (sto valutando l'applicazione, anche in locale, di &lt;a href="http://savannah.nongnu.org/projects/storebackup" target="_blank"&gt;StoreBackup&lt;/a&gt;, che mi ha dato ottimi risultati se usato esternamente).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Due dei tre dischi sono stati configurati in replicazione. Di fatto, niente raid "classico". Replicazione e compressione lzo al volo. Punto. Posso incrementare, decrementare, aggiungere, rimuovere, sostituire dischi senza alcun problema. Anche al volo.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E' stato però necessario tener conto di alcuni dettagli non secondari:&lt;/p&gt;
&lt;ul&gt;

    &lt;li&gt;&lt;strong&gt;BTRFS lavora in &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Copy-on-write" target="_blank"&gt;COW&lt;/a&gt;: &lt;/strong&gt;alcuni file grandi e costantemente mutevoli (file immagine di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Macchina_virtuale" target="_blank"&gt;VM&lt;/a&gt; in esecuzione, file dei DB di &lt;a href="http://www.mysql.it/" target="_blank"&gt;MySQL&lt;/a&gt; di ZoneMinder, ecc.) si comportano molto male in questo modo. Ho preferito disabilitare il COW sulle directory in oggetto. Si perdono alcune possibilità, nonché la compressione, ma il gioco vale la candela, altrimenti lentezza e frammentazione diventano insostenibili.&lt;/li&gt;

    &lt;li&gt;&lt;strong&gt;Meglio lavorare con Kernel e btrfs-progs recenti: &lt;/strong&gt;ho installato l'ultimo (al momento) Linux 3.18 rc. Ad ogni nuova release, vedo il sistema migliorare.&lt;/li&gt;

    &lt;li&gt;&lt;strong&gt;BTRFS è ancora un file system non del tutto stabile&lt;/strong&gt;. Pur non avendo avuto seri problemi, è bene ricordare che non c'è ancora quel livello di affidabilità a cui ci hanno abituato i file system maggiormente diffusi nell'ambiente GNU/Linux&lt;/li&gt;

&lt;/ul&gt;

&lt;p&gt;Mi sentirei dunque di consigliare BTRFS al grande pubblico? Dipende. Nel mio caso, mi trovo molto bene nell'usarlo in alcuni specifici frangenti ma non mi sognerei neanche di metterlo in produzione su server importanti. Non prima di averne davvero valutato tutti i pregi e difetti.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Buona sperimentazione a tutti!&lt;/p&gt;</description><category>btrfs</category><category>Dragas Server</category><category>file system</category><category>fs</category><category>linux</category><category>recensioni</category><category>server</category><category>sistemi operativi</category><category>ubuntu</category><guid>https://www.dragas.net/posts/la-mia-esperienza-con-btrfs/</guid><pubDate>Sun, 07 Dec 2014 14:42:09 GMT</pubDate></item><item><title>Perché GNU/Linux comincia a piacermi meno</title><link>https://www.dragas.net/posts/perche-linux-comincia-piacermi-meno/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;img class="alignleft size-medium wp-image-435" alt="Pinguino Ferito" src="https://www.dragas.net/wp-content/uploads/2014/01/injured-penguin-300x281.jpg" width="300" height="281"&gt;Chi mi conosce, sa anche che sono un fautore di GNU/Linux e &lt;a title="Vent’anni di informatica (happy birthday to me)" href="http://www.dragas.net/ventanni-di-informatica-happy-birthday-to-me/" target="_blank"&gt;lo sono stato sin dalle mie prime esperienze con esso, ovvero dal 1996&lt;/a&gt;. All'inizio era un po' ostico, ma pian piano ci ho preso mano e ho iniziato a farci praticamente tutto. Sono praticamente Windows-free dal 1998, e ne sono fiero, visto &lt;a title="Windows va perdonato, gli altri…NO! – Storie dalla sala macchine" href="http://www.dragas.net/windows-va-perdonato-gli-altrino-storie-dalla-sala-macchine/" target="_blank"&gt;che ogni approccio di avvicinamento ai prodotti Microsoft mi ha sempre causato problemi&lt;/a&gt; (X-Box 360 esclusa).
&lt;p&gt;Qualcosa, però, negli ultimi anni è cominciato a cambiare. La forte spinta commerciale di aziende (come Oracle, Sun, IBM, ecc.) ha creato una situazione in cui lo sviluppo del kernel (e di molte distribuzioni) fosse guidato non più da mere ragioni tecnico/pratiche ma da ragioni quasi sempre commerciali. Alcune funzionalità sono state abbandonate per permettere lo sviluppo a tempo pieno di altre soluzioni. Intendiamoci, chi paga per sviluppare Open Source decide cosa e quando svilupparlo, ma il punto è che non sempre questo significhi un miglioramento dell'esperienza utente. Anzi, a volte certe aziende sembrano voler "dirottare" l'Open Source verso le loro soluzioni per vendere consulenza. Più che lecito, ma non sono sempre sicuro che questa poi sia la miglior soluzione per gli utenti finali.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Colossi come Red Hat, poi, hanno creato una sorta di sudditanza inconscia di tutto il team di sviluppo. Si pensi a KVM e alla sua scelta di inclusione come  sistema di virtualizzazione "ufficiale" all'interno del kernel. E' stata una scelta dettata da Red Hat, la quale ha sempre voluto avere un forte controllo sul prodotto e screditato tutto ciò che non fosse sviluppato da loro stessi proprio per far spazio alle proprie tecnologie. KVM è stato, almeno inizialmente, nettamente inferiore a XEN, specialmente ai tempi in cui la scelta è stata "inspiegabilmente" deviata verso il primo prodotto. Perché? La risposta è semplice: anche nello sviluppo di GNU/Linux, ormai ciò che conta non è più quello che viene fatto e come ma QUANTO ciò possa rendere alle aziende che ci investono sopra.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Intendiamoci, ciò è naturale e non criticabile. D'altronde molti rispondono che GNU/Linux è un sistema aperto, e come tale chiunque può partecipare o fare il suo fork. Ma guardiamo in faccia la realtà: se non sei nessuno e non segui le linee guida prestabilite, non vieni minimamente considerato. &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/La_cattedrale_e_il_bazaar" target="_blank"&gt;Il bazaar è in realtà ormai una Cattedrale con dentro tante belle bancarelle&lt;/a&gt;. Il visitatore crede di essere libero, ma di fatto lo è solo in parte. La libertà c'è, ma nei limiti di quello che fa comodo ai colossi del settore.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;E chi si metterebbe a fare un fork di un progetto come Linux? Chi se ne accolla  i backport, i bugfix, ecc? Troppo codice, sarebbe un'operazione decisamente fuori da quello che è realizzabile da un singolo o da una azienda a capitale limitato.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Oggi, più che dieci anni fa, si è molto dipendenti dalle distribuzioni, avendo esse preso strade molto diverse tra di loro. Ultimamente ho avuto grattacapi negli aggiornamenti di Debian (da stable a stable, sia chiaro), con pacchetti lasciati non funzionanti. Oppure bug non sistemati anche se noti (es: &lt;a href="https://wiki.debian.org/Xen#Prioritise_Booting_Xen_Over_Native" target="_blank"&gt;Debian 6.0 aveva noie e il kernel Xen dom0 non partiva di default perché Grub continuava a piazzarlo dopo quello normale&lt;/a&gt;. Mai risolto, bisognava sistemare a mano).&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;A livello di Workstation, sono stati fatti grossi passi avanti sulla compatibilità hardware, eppure quello a cui non riesco ad abituarmi è il problema degli aggiornamenti. Se voglio avere un computer ragionevolmente stabile ma aggiornato, devo usare una distribuzione aggiornabile e che non "rompa" qualcosa ogni 6 mesi o ad ogni aggiornamento importante. Io con il computer ci lavoro, non posso correre rischi. E ho bisogno di strumenti aggiornati. Ubuntu è passata a Unity e di colpo tutto è cambiato completamente (ok, è installabile anche un'altra interfaccia, ma...). &lt;a href="http://www.linuxmint.com/" target="_blank"&gt;Mint&lt;/a&gt;, che mi piace, ha due versioni: una Rolling (che non è aggiornata in molti pacchetti, derivando da Debian Testing, e non voglio mettermi a tirare dentro mille repository esterni) e una che effettua release ogni tot mesi ma che non ha un metodo "ufficiale" di aggiornamento. Alias in teoria sarebbe opportuno cancellare e reinstallare tutto. E ho fatto solo alcuni esempi. Una alternativa sarebbe installare Ubuntu 12.04 LTS, che ultimamente ho iniziato ad usare felicemente su alcuni nuovi server, al posto di Debian. Ha la possibilità di mettere dentro kernel recenti e sarà supportata fino al 2017, aggiornando comunque i pacchetti principali (browser, ecc.) fino a tale data.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Continuo ad apprezzare GNU/Linux e le varie distribuzioni, e le utilizzo e utilizzerò con piacere sui miei server e su alcune Workstation, insieme ai vari *BSD. Però nessuno si meravigli se, per la produttività quotidiana, utilizzo un MacBook PRO (del 2009 fino a un mese fa, un nuovo Retina ora). Acquistato nel 2009 con Leopard (MacOS 10.5), backup effettuati con Time Machine in rete (&lt;a href="http://pwntr.com/2012/03/03/easy-mac-os-x-lion-10-7-time-machine-backup-using-an-ubuntu-linux-server-11-10-12-04-lts-and-up/" target="_blank"&gt;su una Time Capsule simulata da un server locale GNU/Linux  e netatalk&lt;/a&gt;) e da cui ho recuperato spesso dati. Aggiornamenti fino all'ultimo MacOS (10.9.1) effettuati senza alcun problema o rottura di compatibilità, e passaggio dal vecchio al nuovo Mac in maniera indolore, sfruttando il backup di rete che avevo. In un'ora avevo un Mac nuovo con dentro tutto il necessario per riprendere il lavoro.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Neanche MacOS ha preso una bella piega (la iOS-izzazione di OS X non mi piace per niente), e molti potrebbero dire che Apple è peggio di Microsoft (forse è così...), però ho uno strumento di lavoro affidabile, rapido e funzionale.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;Che poi è ciò che interessa a buona parte dell'utenza che col computer ci lavora.&lt;/p&gt;</description><category>apple</category><category>Articoli</category><category>debian</category><category>Informatica Generale</category><category>kvm</category><category>linux</category><category>Linux &amp;amp; Dintorni</category><category>mac</category><category>macintosh</category><category>sistemi operativi</category><category>ubuntu</category><guid>https://www.dragas.net/posts/perche-linux-comincia-piacermi-meno/</guid><pubDate>Tue, 07 Jan 2014 06:45:22 GMT</pubDate></item><item><title>Linuxari vs Windowsari (e vice-versa). Perché?</title><link>https://www.dragas.net/posts/linuxari-vs-windowsari-e-vice-versa-perche/</link><dc:creator>Stefano Marinelli</dc:creator><description>&lt;p&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: center;"&gt;&lt;img class="aligncenter" title="Windows VS Linux" src="http://freebsd-image-gallery.netcode.pl/_freebsd-vs-linux/bsd-windows-linux.jpg" alt="" width="614" height="461"&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p style="text-align: left;"&gt;Utilizzo GNU/Linux da molti anni, direi in maniera totalmente stabile dal 1997. Molto tempo è passato, in valore assoluto, e si sono susseguite epoche informatiche. Una cosa però non è cambiata: l'atteggiamento degli utenti di un sistema operativo nei confronti di quelli di un altro.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Questa battaglia, iniziata molto prima dell'arrivo di GNU/Linux e della diffusione dei sistemi operativi opensource, genera una sorta di sudditanza psicologica nei confronti del sistema scelto. Uso questo sistema? Bene, ne devo diventare il paladino.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Ricordo ancora le facce delle persone a cui dicevo "no, non uso più Windows. Adesso uso GNU/Linux e ne sono soddisfatto". I miei interlocutori erano sorpresi, interrogativi, confusi. "E cos'è? Perché hai cambiato? Windows non ti andava bene? E li trovi i programmi?". All'epoca le risposte erano, nell'ordine: "Un sistema operativo alternativo". "Perché mi piace".  "Andava bene, ma c'era qualcosa che non mi convinceva del tutto". "I programmi si trovano anche se sono meno evoluti". A distanza di 12 anni, posso dire che tutte queste risposte sono cambiate e che, per fortuna, la prima domanda ormai non la pone più nessuno. Non è cambiato, però, l'atteggiamento di molte delle persone.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Utenti Linux/*BSD/Solaris/ecc.: a chi non è mai capitato di vedere, nella faccia del vostro interlocutore, quella espressione mista tra saccenza, superiorità e disprezzo? Quell'espressione che dice "ah, ecco, un altro cretino che decide di complicarsi la vita e di complicarla agli altri. Non ha veramente capito niente di informatica, poveretto. Devo riportarlo sulla retta via". Cercano di convincervi che siete parte di una nicchia, di un gruppo di fanatici invasati che cercano solo di raggiungere un'utopia, una cosa impossibile perchè la Vera Informatica (® (TM) ©) è quella fatta con strumenti seri e &lt;em&gt;costosi&lt;/em&gt;. Poco importa se gli stessi strumenti sono disponibili, quasi nella stessa forma, anche nell'OpenSource. Un esempio? Tutti usavano VMWare Enterprise, a livello aziendale, perché ben fatto e stabile. Xen? No, quella roba OpenSource non mi interessa. Adesso, invece, c'è la bolla di Citrix. Tutti lo vogliono, tutti lo cercano. Ma, signori miei, dal 2007 Citrix ha acquisito Xen e tutti i sistemi Citrix che ho visto dai miei clienti sono tutti Xen-based. Dunque Xen non andava bene solo perché non era in una bella scatola? Evidentemente si.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Purtroppo, devo ammettere, avviene anche l'opposto:&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Utenti Windows: a chi non è mai capitato di vedere, nella faccia del vostro interlocutore (non-Windows) quella faccia di chi sta pensando "ah, ecco, un altro Windowsaro venduto a Microsoft e non capisce niente. Pende dalle labbra di Bill, senza rendersi conto che l'unica cosa che Bill vuole è incrementare il suo infinito conto in banca. Adesso lo converto io"&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;&lt;img class="alignleft" src="http://www.funaha.com/images/windows-vs-linux-vs-mac-vs-solaris2.jpg" alt="" width="403" height="290"&gt;Gli utenti GNU/Linux (o *BSD o altro), spesso, credono di essere gli unici a conoscere la Vera Scienza. Nessuno, a parte loro, ha capito davvero come funziona un computer. Solo loro hanno intuito la Verità assoluta, quella da diffondere con tutti i mezzi. Windows è il male e come tale va combattuto in ogni modo. Bisogna convertire tutti gli altri, a qualunque costo. Il Kernel Linux, o *BSD o quantaltro è una sorta di Santo Graal e solo chi lo tocca con mano può aspirare all'immortalità informatica.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Benché io possa essere più o meno parzialmente d'accordo con alcune delle affermazioni precedenti, ritengo che la costrizione NON SIA il mezzo migliore per convincere un'altra persona. Ci vogliono motivazioni chiare, spiegazioni razionali e coerenti. In certe situazioni, poi, bisogna gettare la spugna.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;A volte, ad alcuni clienti, non suggerisco il passaggio a GNU/Linux. Ci sono infatti delle situazioni in cui questo tipo di migrazione potrebbe causare molti problemi, vanificando tutti gli sforzi di convincimento fatti. Cerchiamo quindi di essere coerenti e razionali e non buttiamoci in una guerra di religione.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Dall'altra parte, molti utenti Windows, invece, si chiudono dietro ad uno scudo di ferro e rigettano tutto quello che sia esterno al loro mondo. Qualunque "non-Windows" va evitato come la peste in quanto è roba "non standard", "strana" o, per usare un termine tanto caro a chi cerca di vendere fumo, "non certificata".&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Windows, infatti, è certificato. I suoi driver sono certificati. I suoi programmi sono certificati. I computer sono certificati. Quindi sono tranquillo. Tutto viene certificato. Ma chi certifica? Microsoft? Le aziende di produzione dei programmi o dei componenti hardware? Allora a che cavolo serve questa certificazione? E poi, certificano COSA? &lt;em&gt;Che il prodotto funzionerà perfettamente per un certo lasso di tempo e che, se questo non dovesse avvenire, loro sono pronti a rimborsare?&lt;/em&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Assolutamente no.&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; Sono solo frasi di puro marketing. E qui suggerisco una riflessione: per Windows ci sono migliaia di persone che si sforzano, giorno dopo giorno, di trovare delle interessanti tecniche di convincimento, di persuasione, di adulazione. GNU/Linux, *BSD, ecc. non li sponsorizza (quasi) nessuno o, per lo meno, non con così tanta foga. Non fidatevi di quello che vi dicono ma fidatevi dei vostri occhi, cercando di non avere preconcetti e predisposizioni sbagliate come "installo Linux ma tanto saprò già che non funzionerà niente, quindi al primo problema dico che Linux fa schifo e ritorno al mio Windows".&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;&lt;img class="alignleft" src="http://giulio.ganci.eu/wp-content/uploads/2007/07/windows-vs-linux-full.gif" alt="" width="200" height="258"&gt;Tifo da stadio, dunque, oppure c'è qualcosa di più profondo? Io credo che qualcosa ci sia, ma non è semplice da identificare.Vogliamo tutti far parte di un gruppo e, a modo nostro, siamo indotti a pensare che il nostro sia migliore di tutti gli altri. Questo è bellissimo ed è parte della natura umana.&lt;/p&gt;

&lt;p style="text-align: left;"&gt;Cerchiamo però di non essere miopi e di saper accettare anche le idee degli altri. Se vogliamo convincere qualcuno, facciamolo con criterio e intelligenza, con pazienza e correttezza, ammettendo anche di avere torto, qualche volta.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description><category>Costume e Societa</category><category>distrowar</category><category>guerre di religione</category><category>Informatica Generale</category><category>linux</category><category>microsoft</category><category>sistemi operativi</category><category>vista</category><category>windows</category><guid>https://www.dragas.net/posts/linuxari-vs-windowsari-e-vice-versa-perche/</guid><pubDate>Sat, 18 Apr 2009 09:16:45 GMT</pubDate></item></channel></rss>